{"id":1113,"date":"2020-07-17T19:43:13","date_gmt":"2020-07-17T19:43:13","guid":{"rendered":"https:\/\/lindathomas.org\/?p=1113"},"modified":"2021-05-09T16:54:33","modified_gmt":"2021-05-09T16:54:33","slug":"spiritualita-nella-vita-quotidiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/schmetterling.lindathomas.org\/it\/non-categorizzato\/spiritualita-nella-vita-quotidiana\/","title":{"rendered":"Spiritualit\u00e0 nella vita quotidiana"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;border-width: 0px 0px 0px 0px;border-color:#e2e2e2;border-style:solid;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start\" style=\"max-width:93.6%;margin-left: calc(-4% \/ 2 );margin-right: calc(-4% \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\" style=\"background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;padding: 0px 0px 0px 0px;\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\"><h3>Spiritualit\u00e0 nella vita quotidiana<\/h3>\n<p>Molte persone oggi si allontanano dalla Chiesa, dalla religione. L\u2019elemento religioso, per\u00f2, possiamo sperimentarlo anche indipendentemente dalla Chiesa. <img class=\"size-medium wp-image-4078 alignright\" src=\"https:\/\/lindathomas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Putzen4_galweb-1-1200x719-2-600x360-1-1-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/schmetterling.lindathomas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Putzen4_galweb-1-1200x719-2-600x360-1-1-200x120.jpg 200w, https:\/\/schmetterling.lindathomas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Putzen4_galweb-1-1200x719-2-600x360-1-1-300x180.jpg 300w, https:\/\/schmetterling.lindathomas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Putzen4_galweb-1-1200x719-2-600x360-1-1-400x240.jpg 400w, https:\/\/schmetterling.lindathomas.org\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Putzen4_galweb-1-1200x719-2-600x360-1-1.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Per la famiglia e la societ\u00e0, sarebbe un grande arricchimento imparare di nuovo a individuare la religiosit\u00e0 nella propria attivit\u00e0. Il lavoro di casa, fare le pulizie, potrebbe offrire un\u2019opportunit\u00e0 sufficiente per far diventare un culto il nostro agire \u2013 altrettanto come un pasto pu\u00f2 diventare una comunione, se l\u2019atteggiamento per farlo \u00e8 quello giusto. Possiamo, ad esempio, cercare di crearci un\u2019immagine della provenienza del nostro cibo, di cosa ci voglia per far crescere ad esempio una carota. Quante forze concorrono perch\u00e9 noi possiamo avere sulla tavola il nostro cibo \u2013sia anche solo un cucchiaio di miele! Molto spesso a tavola ci si augura un \u00abpasto benedetto\u00bb [\u00abGesegnete Mahlzeit\u00bb, consuetudine tedesca che corrisponde al nostro \u00abBuon appetito\u00bb, NdT]. In Turchia si aggiunge ancora qualcosa di bello: \u00abChe le tue mani possano restare in buona salute!\u00bb. Lo si augura alla persona che ha preparato il pasto. Gi\u00e0 solo con queste parole si stabilisce uno stato d\u2019animo di gratitudine a tavola.<\/p>\n<p>Il lavoro domestico come culto nella vita quotidiana non \u00e8 nuovo \u2013 dobbiamo solo riscoprirlo. Un esempio meraviglioso ne \u00e8 la preghiera di Teresa d\u2019Avila (1515-1582), ricevuta come dono da una superiora molto anziana di un convitto in Austria:<\/p>\n<p>Signore delle pentole e delle padelle,<\/p>\n<p>non ho tempo per essere una santa<\/p>\n<p>e svegliarmi nella notte per compiacerti.<\/p>\n<p>Fai di me una santa<\/p>\n<p>nel preparare i pasti e lavare i piatti.<\/p>\n<p>Il momento della preghiera \u00e8 passato<\/p>\n<p>fin tanto che ho finito di lavare le stoviglie della cena.<\/p>\n<p>Signore delle pentole e delle padelle, ti prego,<\/p>\n<p>concedimi di offrirti, invece di anime conquistate,<\/p>\n<p>la fatica che mi viene<\/p>\n<p>a guardare i fondi del caff\u00e8 e le pentole per la verdura bruciate.<\/p>\n<p>Ricordami tutto quello che dimentico con facilit\u00e0,<\/p>\n<p>non solo per risparmiare della strada da fare,<\/p>\n<p>ma affinch\u00e9 la mia tavola che ho finito di apparecchiare<\/p>\n<p>divenga una preghiera.<\/p>\n<p>Questo modo di pensare sembra che acquisti sempre pi\u00f9 rilevanza, a guardare la molteplicit\u00e0 di libri, conferenze e articoli sul tema Der Alltag als Schulungsweg[La vita quotidiana come percorso di formazione spirituale individuale, NdT]. Un motto di un libro di preghiere quacchero del XVIII secolo dice qualcosa di simile:<\/p>\n<p>Insegnami, mio Dio e re,<\/p>\n<p>a vederti in ogni cosa<\/p>\n<p>e che in tutto quello che faccio,<\/p>\n<p>io ti sia presente.<\/p>\n<p>Servire sotto questo segno,<\/p>\n<p>rende divina la quotidianit\u00e0.<\/p>\n<p>Chi lava pavimenti in Tuo onore,<\/p>\n<p>lo raggiunge di fatto e in realt\u00e0.<\/p>\n<p>Tutte le nostre azioni possono diventare un culto, un servizio per l\u2019umanit\u00e0 e un servizio per la divinit\u00e0. L\u2019elemento rituale, culturale nel lavoro ci d\u00e0 forza e agisce guarendo, benedicendo \u2013 quale che sia l\u2019attivit\u00e0 che si esercita, per gli altri uomini o per la natura.<\/p>\n<p>Nel buddhismo i passi dell\u2019accuratezza e della cura sono una parte essenziale del percorso di formazione spirituale. Anche in altre culture c\u2019\u00e8 questo anelito. Kahlil Gibran[i], nel suo libro Il profeta scrive in maniera stupenda sull\u2019atteggiamento nei confronti del lavoro:<\/p>\n<p>SUL LAVORO45[ii] di Kahlil Gibran<\/p>\n<p>Voi lavorate per mantenere il passo con la Terra e con l\u2019anima della Terra.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 stare in ozio \u00e8 diventare estraneo alle stagioni, \u00e8 allontanarsi dalla processione della vita che avanza maestosa e con fiera sottomissione verso l\u2019infinito.<\/p>\n<p>Quando lavorate siete un flauto che attraverso il suo cuore trasforma in musica il mormorio delle ore.<\/p>\n<p>Chi di voi vorrebbe essere una canna, muta e silente, quando tutte le altre cantano all\u2019unisono? Sempre vi \u00e8 stato detto che il lavoro \u00e8 una maledizione e la fatica una sventura.<\/p>\n<p>Ma io vi dico che quando lavorate compite una parte del sogno pi\u00f9 avanzato della Terra,<\/p>\n<p>assegnata a voi quando quel sogno nacque,<\/p>\n<p>E vivendo delle vostre fatiche, in verit\u00e0 amate la vita<\/p>\n<p>E amare la vita attraverso la fatica significa essere intimi con il segreto pi\u00f9 profondo della vita.<\/p>\n<p>Ma se nella vostra sofferenza chiamate la nascita un tormento e il sostentare la carne una maledizione scritta in fronte, io vi rispondo che null\u2019altro che il sudore della fronte laver\u00e0 ci\u00f2 che vi \u00e8 scritto.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 stato detto anche che la vita \u00e8 tenebra, e nella vostra stanchezza fate eco a ci\u00f2 che dissero gli stanchi.<\/p>\n<p>E io vi dico che la vita \u00e8 davvero tenebra, salvo quando \u00e8 slancio,<\/p>\n<p>e ogni slancio \u00e8 cieco, salvo quando c\u2019\u00e8 conoscenza,<\/p>\n<p>e ogni conoscenza \u00e8 vana, salvo quando c\u2019\u00e8 lavoro,<\/p>\n<p>e ogni lavoro \u00e8 vuoto, salvo quando c\u2019\u00e8 amore;<\/p>\n<p>e quando lavorate con amore, legate voi a voi stessi, e l\u2019uno all\u2019altro, e a Dio.<\/p>\n<p>Cosa rende il lavoro un culto nella vita quotidiana, come diventa un sacramento il lavoro, e cosa significa tutto ci\u00f2? Il culto unisce lo spirituale con la sostanza fisica. Noi stessi possiamo avere la percezione di come ci affluiscano le forze, se lavoriamo con questo modo di pensare. Arriva fino a noi una forza che poi possiamo anche trasmettere.<\/p>\n<p>Una volta visitai un corso di compostaggio e imparai come tutti i regni della natura \u2013 minerale, vegetale e animale \u2013 diano un contributo per il composto. L\u2019uomo per\u00f2 concima col suo spirito, con i pensieri che pensa, mentre ad esempio gira i preparati biologico-dinamici e li distribuisce sul terreno.<\/p>\n<p>Quando una volta, all\u2019alba, guardai come un contadino, con piena dedizione e devozione, si aggirava nel suo orto distribuendo il preparato con movimenti ritmici, ebbi l\u2019esperienza di un\u2019attivit\u00e0 profondamente religiosa.<\/p>\n<p>Possiamo considerare la devozione verso il piccolo e il piccolissimo sempre come un compito del nostro percorso formativo spirituale. Possiamo imparare a indirizzarci totalmente verso quello che riguarda l\u2019attivit\u00e0 \u2013 sia uomo o cosa. Dato che la cosa \u00e8 sempre presente per un uomo, in fondo anche attraverso la cosa ci si rivolge a un uomo.<\/p>\n<p>Se vogliamo veramente curare per bene uno spazio o un oggetto, esso deve essere percepito con estrema precisione. Se osserviamo uno spazio con interesse, spesso possiamo meravigliarci di quello che vi scopriamo. E di fronte a un uomo possiamo impegnarci a comprenderlo veramente, a portargli incontro la nostra compassione, invece di un giudizio. Ad esempio, quando voglio aiutare un uomo che ha perduto la capacit\u00e0 di riordinare da solo, l\u2019interesse verso tutto quello che gli \u00e8 attorno conduce a voler comprendere come sia potuto arrivare fino a quel punto \u2013 e questo lo si pu\u00f2 davvero colmare di compassione. E a sua volta riempie di gratitudine il fatto di non esserne stati colpiti noi stessi. E la gratitudine d\u00e0 gioia di vita e salute.<\/p>\n<p>Nella fiaba bulgara Eine Samodiva versorgt weder Haus noch Kind [Una samodiva non provvede n\u00e9 alla casa n\u00e9 ai figli, NdT], c\u2019\u00e8 una frase che molte persone trascurano e che invece mi sembra essenziale. La fiaba racconta di un giovane pastore che osserva tre fanciulle al bagno e vede poi come indossino il loro abito da samodive e volino via. Pi\u00f9 tardi gli riesce di portare via i vestiti a una delle tre samodive, portandosela poi a casa come moglie. Lei per\u00f2 lo ammonisce con insistenza che una samodiva non pu\u00f2 essere n\u00e9 una buona moglie, n\u00e9 una buona madre, perch\u00e9 una samodiva non provvede n\u00e9 alla casa n\u00e9 ai figli. La fiaba narra, per\u00f2: \u00abDopo che fu giunta dalla suocera, cominci\u00f2 a impegnarsi a riordinare e cos\u00ec tutta la casa brillava grazie a lei. Allora la suocera e suo figlio si rallegrarono e pi\u00f9 felici di loro non ce n\u2019erano\u00bb. Non \u00e8 notevole che il suo primo atto come essere umano sia la cura premurosa che port\u00f2 la sua casa fino a brillare? In passato era uso comune che la donna di casa, al mattino presto, nell\u2019attizzare il fuoco nel focolare, recitasse un motto. Una fiaba scozzese racconta di una ragazza zelante che ogni mattina recitava il seguente motto[iii]:<\/p>\n<p>Ti voglio accendere stamane, fuoco mio,<\/p>\n<p>alla presenza degli angeli santi,<\/p>\n<p>alla presenza di Ariele dalle bellissime fattezze,<\/p>\n<p>alla presenza di Uriele dalle innumerevoli virt\u00f9,<\/p>\n<p>senza malizia, senza gelosia, senza invidia<\/p>\n<p>senza paura, senza violenza contro tutti sotto il sole.<\/p>\n<p>Dio, accendi tu nel mio cuore in futuro<\/p>\n<p>una fiamma d\u2019amore verso il mio vicino<\/p>\n<p>verso il mio nemico, il mio amico e i parenti<\/p>\n<p>sia per i buoni che per i mascalzoni\u2026<\/p>\n<p>Oh benedici il fuoco del focolare.<\/p>\n<p>Nei Vangeli leggiamo che Cristo caccia i d\u00e8moni. Anche noi possiamo imparare a cacciar via i d\u00e8moni dalle circostanze che ci attorniano. Possiamo farlo sviluppando un atteggiamento diverso nei confronti della nostra attivit\u00e0 attraverso la gratitudine come atteggiamento fondamentale. Questo vale soprattutto se siamo attivi in professioni sociali o di cura. Anche quando puliamo siamo attivi nel sociale. Infatti aiutiamo a formare una base sociale in scuole, istituti di pedagogia curativa, ospizi e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Una delle affermazioni di Rudolf Steiner che mi ha impressionato pi\u00f9 profondamente riguarda l\u2019amore, pi\u00f9 precisamente l\u2019atto d\u2019amore47[iv]:<\/p>\n<p>Per Karma intendiamo quello che in una vita \u00e8 la causa, che ha il suo effetto nella vita seguente [\u2026]. Gli atti d\u2019amore sono tuttavia azioni che a tutta prima non cercano il proprio pareggio nella vita successiva. Tutto quello che facciamo per amore si evidenzia per essere qualcosa con cui paghiamo dei debiti! Visto in senso occulto, tutto quello che avviene per amore non porta un compenso, bens\u00ec \u00e8 un risarcimento per dei beni gi\u00e0 utilizzati. Le uniche azioni di cui in futuro non abbiamo nulla, sono quelle che facciamo per puro, vero amore. Ci si potrebbe impaurire di questa verit\u00e0. Per fortuna gli uomini nella loro coscienza desta non ne sanno nulla. Nel loro subconscio invece tutti gli uomini lo sanno, e per questo fanno cos\u00ec malvolentieri gli atti d\u2019amore. E invece il nostro valore per il mondo, dobbiamo purtroppo vederlo negli atti d\u2019amore, non negli atti del perfezionamento di s\u00e9.<\/p>\n<p>Un esempio mirabile per l\u2019elemento religioso di un\u2019attivit\u00e0 ebbe luogo in un istituto di pedagogia curativa per giovani con pesanti menomazioni. Durante un colloquio mi era balzata agli occhi una signora per la sua postura eretta e la sua raggiante personalit\u00e0 particolare. Credetti che fosse una terapeuta, e invece venni a sapere che era una del personale delle pulizie che l\u00ec puliva una casa gi\u00e0 da ventitr\u00e8 anni. In quella casa abitavano cinque giovani tra i dodici e i diciassette anni. Un pomeriggio ebbe luogo una seduta, e tutti i collaboratori, a causa di quella seduta, avevano gi\u00e0 lasciato la casa. Una seminarista doveva andare a prendere i giovani disabili per accompagnarli nell\u2019officina. Prima che vi arrivassero, per\u00f2, uno dei giovani ebbe un attacco epilettico. E dato che in casa era presente solo un\u2019assistente, anche gli altri giovani cominciarono a scatenarsi, ognuno a modo suo. Ne sorse un caos totale. All\u2019improvviso apparve la signora citata alla porta, con uno straccio per pulire in mano. Si chin\u00f2 e cominci\u00f2 a togliere la polvere dai battiscopa! Quanto pi\u00f9 procedeva, tanto pi\u00f9 tornava la quiete in quello spazio. Quando ebbe finito, tutti si erano tranquillizzati senza che fosse stata detta una sola parola.<\/p>\n<p>Grazie a un esempio del genere possiamo forse intuire come nei tempi passati possa avere agito l\u2019alchimia, come fosse possibile la trasformazione della materia, poich\u00e9 l\u2019alchimista poteva unire interamente lo spirituale con la sostanza. Ci\u00f2 che \u00e8 spirituale diviene reale sulla Terra attraverso l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>[i] Kahlil Gibran, pittore, filosofo e poeta libanese-americano, nato il 6 gennaio 1883 nell\u2019allora impero Ottomano, ora Libano; morto il 10 aprile 1931 a New York City<\/p>\n<p>[ii] Kahlil Gibran, Il Profeta<\/p>\n<p>[iii] Sybylle Alexander, Der M\u00f6nch aus Iona [Il monaco di Iona], capitolo Das M\u00e4dchen ohne Furcht[La ragazza senza paura], Stoccarda 1997<\/p>\n<p>[iv][iv][iv][iv][iv] Rudolf Steiner, Le vie dell\u2019anima verso il Cristo(OO143), Dornach, conferenza del 17 dicembre 1912: L\u2019amore e il suo significato nel mondo<\/p>\n<p>Molte persone oggi si allontanano dalla Chiesa, dalla religione. L\u2019elemento religioso, per\u00f2, possiamo sperimentarlo anche indipendentemente dalla Chiesa. Per la famiglia e la societ\u00e0, sarebbe un grande arricchimento imparare di nuovo a individuare la religiosit\u00e0 nella propria attivit\u00e0. Il lavoro di casa, fare le pulizie, potrebbe offrire un\u2019opportunit\u00e0 sufficiente per far diventare un culto il nostro agire \u2013 altrettanto come un pasto pu\u00f2 diventare una comunione, se l\u2019atteggiamento per farlo \u00e8 quello giusto. Possiamo, ad esempio, cercare di crearci un\u2019immagine della provenienza del nostro cibo, di cosa ci voglia per far crescere ad esempio una carota. Quante forze concorrono perch\u00e9 noi possiamo avere sulla tavola il nostro cibo \u2013sia anche solo un cucchiaio di miele! Molto spesso a tavola ci si augura un \u00abpasto benedetto\u00bb [\u00abGesegnete Mahlzeit\u00bb, consuetudine tedesca che corrisponde al nostro \u00abBuon appetito\u00bb, NdT]. In Turchia si aggiunge ancora qualcosa di bello: \u00abChe le tue mani possano restare in buona salute!\u00bb. Lo si augura alla persona che ha preparato il pasto. Gi\u00e0 solo con queste parole si stabilisce uno stato d\u2019animo di gratitudine a tavola.<\/p>\n<p>Il lavoro domestico come culto nella vita quotidiana non \u00e8 nuovo \u2013 dobbiamo solo riscoprirlo. Un esempio meraviglioso ne \u00e8 la preghiera di Teresa d\u2019Avila (1515-1582), ricevuta come dono da una superiora molto anziana di un convitto in Austria:<\/p>\n<p>Signore delle pentole e delle padelle,<\/p>\n<p>non ho tempo per essere una santa<\/p>\n<p>e svegliarmi nella notte per compiacerti.<\/p>\n<p>Fai di me una santa<\/p>\n<p>nel preparare i pasti e lavare i piatti.<\/p>\n<p>Il momento della preghiera \u00e8 passato<\/p>\n<p>fin tanto che ho finito di lavare le stoviglie della cena.<\/p>\n<p>Signore delle pentole e delle padelle, ti prego,<\/p>\n<p>concedimi di offrirti, invece di anime conquistate,<\/p>\n<p>la fatica che mi viene<\/p>\n<p>a guardare i fondi del caff\u00e8 e le pentole per la verdura bruciate.<\/p>\n<p>Ricordami tutto quello che dimentico con facilit\u00e0,<\/p>\n<p>non solo per risparmiare della strada da fare,<\/p>\n<p>ma affinch\u00e9 la mia tavola che ho finito di apparecchiare<\/p>\n<p>divenga una preghiera.<\/p>\n<p>Questo modo di pensare sembra che acquisti sempre pi\u00f9 rilevanza, a guardare la molteplicit\u00e0 di libri, conferenze e articoli sul tema Der Alltag als Schulungsweg[La vita quotidiana come percorso di formazione spirituale individuale, NdT]. Un motto di un libro di preghiere quacchero del XVIII secolo dice qualcosa di simile:<\/p>\n<p>Insegnami, mio Dio e re,<\/p>\n<p>a vederti in ogni cosa<\/p>\n<p>e che in tutto quello che faccio,<\/p>\n<p>io ti sia presente.<\/p>\n<p>Servire sotto questo segno,<\/p>\n<p>rende divina la quotidianit\u00e0.<\/p>\n<p>Chi lava pavimenti in Tuo onore,<\/p>\n<p>lo raggiunge di fatto e in realt\u00e0.<\/p>\n<p>Tutte le nostre azioni possono diventare un culto, un servizio per l\u2019umanit\u00e0 e un servizio per la divinit\u00e0. L\u2019elemento rituale, culturale nel lavoro ci d\u00e0 forza e agisce guarendo, benedicendo \u2013 quale che sia l\u2019attivit\u00e0 che si esercita, per gli altri uomini o per la natura.<\/p>\n<p>Nel buddhismo i passi dell\u2019accuratezza e della cura sono una parte essenziale del percorso di formazione spirituale. Anche in altre culture c\u2019\u00e8 questo anelito. Kahlil Gibran[i], nel suo libro Il profeta scrive in maniera stupenda sull\u2019atteggiamento nei confronti del lavoro:<\/p>\n<p>SUL LAVORO45[ii] di Kahlil Gibran<\/p>\n<p>Voi lavorate per mantenere il passo con la Terra e con l\u2019anima della Terra.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 stare in ozio \u00e8 diventare estraneo alle stagioni, \u00e8 allontanarsi dalla processione della vita che avanza maestosa e con fiera sottomissione verso l\u2019infinito.<\/p>\n<p>Quando lavorate siete un flauto che attraverso il suo cuore trasforma in musica il mormorio delle ore.<\/p>\n<p>Chi di voi vorrebbe essere una canna, muta e silente, quando tutte le altre cantano all\u2019unisono? Sempre vi \u00e8 stato detto che il lavoro \u00e8 una maledizione e la fatica una sventura.<\/p>\n<p>Ma io vi dico che quando lavorate compite una parte del sogno pi\u00f9 avanzato della Terra,<\/p>\n<p>assegnata a voi quando quel sogno nacque,<\/p>\n<p>E vivendo delle vostre fatiche, in verit\u00e0 amate la vita<\/p>\n<p>E amare la vita attraverso la fatica significa essere intimi con il segreto pi\u00f9 profondo della vita.<\/p>\n<p>Ma se nella vostra sofferenza chiamate la nascita un tormento e il sostentare la carne una maledizione scritta in fronte, io vi rispondo che null\u2019altro che il sudore della fronte laver\u00e0 ci\u00f2 che vi \u00e8 scritto.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 stato detto anche che la vita \u00e8 tenebra, e nella vostra stanchezza fate eco a ci\u00f2 che dissero gli stanchi.<\/p>\n<p>E io vi dico che la vita \u00e8 davvero tenebra, salvo quando \u00e8 slancio,<\/p>\n<p>e ogni slancio \u00e8 cieco, salvo quando c\u2019\u00e8 conoscenza,<\/p>\n<p>e ogni conoscenza \u00e8 vana, salvo quando c\u2019\u00e8 lavoro,<\/p>\n<p>e ogni lavoro \u00e8 vuoto, salvo quando c\u2019\u00e8 amore;<\/p>\n<p>e quando lavorate con amore, legate voi a voi stessi, e l\u2019uno all\u2019altro, e a Dio.<\/p>\n<p>Cosa rende il lavoro un culto nella vita quotidiana, come diventa un sacramento il lavoro, e cosa significa tutto ci\u00f2? Il culto unisce lo spirituale con la sostanza fisica. Noi stessi possiamo avere la percezione di come ci affluiscano le forze, se lavoriamo con questo modo di pensare. Arriva fino a noi una forza che poi possiamo anche trasmettere.<\/p>\n<p>Una volta visitai un corso di compostaggio e imparai come tutti i regni della natura \u2013 minerale, vegetale e animale \u2013 diano un contributo per il composto. L\u2019uomo per\u00f2 concima col suo spirito, con i pensieri che pensa, mentre ad esempio gira i preparati biologico-dinamici e li distribuisce sul terreno.<\/p>\n<p>Quando una volta, all\u2019alba, guardai come un contadino, con piena dedizione e devozione, si aggirava nel suo orto distribuendo il preparato con movimenti ritmici, ebbi l\u2019esperienza di un\u2019attivit\u00e0 profondamente religiosa.<\/p>\n<p>Possiamo considerare la devozione verso il piccolo e il piccolissimo sempre come un compito del nostro percorso formativo spirituale. Possiamo imparare a indirizzarci totalmente verso quello che riguarda l\u2019attivit\u00e0 \u2013 sia uomo o cosa. Dato che la cosa \u00e8 sempre presente per un uomo, in fondo anche attraverso la cosa ci si rivolge a un uomo.<\/p>\n<p>Se vogliamo veramente curare per bene uno spazio o un oggetto, esso deve essere percepito con estrema precisione. Se osserviamo uno spazio con interesse, spesso possiamo meravigliarci di quello che vi scopriamo. E di fronte a un uomo possiamo impegnarci a comprenderlo veramente, a portargli incontro la nostra compassione, invece di un giudizio. Ad esempio, quando voglio aiutare un uomo che ha perduto la capacit\u00e0 di riordinare da solo, l\u2019interesse verso tutto quello che gli \u00e8 attorno conduce a voler comprendere come sia potuto arrivare fino a quel punto \u2013 e questo lo si pu\u00f2 davvero colmare di compassione. E a sua volta riempie di gratitudine il fatto di non esserne stati colpiti noi stessi. E la gratitudine d\u00e0 gioia di vita e salute.<\/p>\n<p>Nella fiaba bulgara Eine Samodiva versorgt weder Haus noch Kind [Una samodiva non provvede n\u00e9 alla casa n\u00e9 ai figli, NdT], c\u2019\u00e8 una frase che molte persone trascurano e che invece mi sembra essenziale. La fiaba racconta di un giovane pastore che osserva tre fanciulle al bagno e vede poi come indossino il loro abito da samodive e volino via. Pi\u00f9 tardi gli riesce di portare via i vestiti a una delle tre samodive, portandosela poi a casa come moglie. Lei per\u00f2 lo ammonisce con insistenza che una samodiva non pu\u00f2 essere n\u00e9 una buona moglie, n\u00e9 una buona madre, perch\u00e9 una samodiva non provvede n\u00e9 alla casa n\u00e9 ai figli. La fiaba narra, per\u00f2: \u00abDopo che fu giunta dalla suocera, cominci\u00f2 a impegnarsi a riordinare e cos\u00ec tutta la casa brillava grazie a lei. Allora la suocera e suo figlio si rallegrarono e pi\u00f9 felici di loro non ce n\u2019erano\u00bb. Non \u00e8 notevole che il suo primo atto come essere umano sia la cura premurosa che port\u00f2 la sua casa fino a brillare? In passato era uso comune che la donna di casa, al mattino presto, nell\u2019attizzare il fuoco nel focolare, recitasse un motto. Una fiaba scozzese racconta di una ragazza zelante che ogni mattina recitava il seguente motto[iii]:<\/p>\n<p>Ti voglio accendere stamane, fuoco mio,<\/p>\n<p>alla presenza degli angeli santi,<\/p>\n<p>alla presenza di Ariele dalle bellissime fattezze,<\/p>\n<p>alla presenza di Uriele dalle innumerevoli virt\u00f9,<\/p>\n<p>senza malizia, senza gelosia, senza invidia<\/p>\n<p>senza paura, senza violenza contro tutti sotto il sole.<\/p>\n<p>Dio, accendi tu nel mio cuore in futuro<\/p>\n<p>una fiamma d\u2019amore verso il mio vicino<\/p>\n<p>verso il mio nemico, il mio amico e i parenti<\/p>\n<p>sia per i buoni che per i mascalzoni\u2026<\/p>\n<p>Oh benedici il fuoco del focolare.<\/p>\n<p>Nei Vangeli leggiamo che Cristo caccia i d\u00e8moni. Anche noi possiamo imparare a cacciar via i d\u00e8moni dalle circostanze che ci attorniano. Possiamo farlo sviluppando un atteggiamento diverso nei confronti della nostra attivit\u00e0 attraverso la gratitudine come atteggiamento fondamentale. Questo vale soprattutto se siamo attivi in professioni sociali o di cura. Anche quando puliamo siamo attivi nel sociale. Infatti aiutiamo a formare una base sociale in scuole, istituti di pedagogia curativa, ospizi e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Una delle affermazioni di Rudolf Steiner che mi ha impressionato pi\u00f9 profondamente riguarda l\u2019amore, pi\u00f9 precisamente l\u2019atto d\u2019amore47[iv]:<\/p>\n<p>Per Karma intendiamo quello che in una vita \u00e8 la causa, che ha il suo effetto nella vita seguente [\u2026]. Gli atti d\u2019amore sono tuttavia azioni che a tutta prima non cercano il proprio pareggio nella vita successiva. Tutto quello che facciamo per amore si evidenzia per essere qualcosa con cui paghiamo dei debiti! Visto in senso occulto, tutto quello che avviene per amore non porta un compenso, bens\u00ec \u00e8 un risarcimento per dei beni gi\u00e0 utilizzati. Le uniche azioni di cui in futuro non abbiamo nulla, sono quelle che facciamo per puro, vero amore. Ci si potrebbe impaurire di questa verit\u00e0. Per fortuna gli uomini nella loro coscienza desta non ne sanno nulla. Nel loro subconscio invece tutti gli uomini lo sanno, e per questo fanno cos\u00ec malvolentieri gli atti d\u2019amore. E invece il nostro valore per il mondo, dobbiamo purtroppo vederlo negli atti d\u2019amore, non negli atti del perfezionamento di s\u00e9.<\/p>\n<p>Un esempio mirabile per l\u2019elemento religioso di un\u2019attivit\u00e0 ebbe luogo in un istituto di pedagogia curativa per giovani con pesanti menomazioni. Durante un colloquio mi era balzata agli occhi una signora per la sua postura eretta e la sua raggiante personalit\u00e0 particolare. Credetti che fosse una terapeuta, e invece venni a sapere che era una del personale delle pulizie che l\u00ec puliva una casa gi\u00e0 da ventitr\u00e8 anni. In quella casa abitavano cinque giovani tra i dodici e i diciassette anni. Un pomeriggio ebbe luogo una seduta, e tutti i collaboratori, a causa di quella seduta, avevano gi\u00e0 lasciato la casa. Una seminarista doveva andare a prendere i giovani disabili per accompagnarli nell\u2019officina. Prima che vi arrivassero, per\u00f2, uno dei giovani ebbe un attacco epilettico. E dato che in casa era presente solo un\u2019assistente, anche gli altri giovani cominciarono a scatenarsi, ognuno a modo suo. Ne sorse un caos totale. All\u2019improvviso apparve la signora citata alla porta, con uno straccio per pulire in mano. Si chin\u00f2 e cominci\u00f2 a togliere la polvere dai battiscopa! Quanto pi\u00f9 procedeva, tanto pi\u00f9 tornava la quiete in quello spazio. Quando ebbe finito, tutti si erano tranquillizzati senza che fosse stata detta una sola parola.<\/p>\n<p>Grazie a un esempio del genere possiamo forse intuire come nei tempi passati possa avere agito l\u2019alchimia, come fosse possibile la trasformazione della materia, poich\u00e9 l\u2019alchimista poteva unire interamente lo spirituale con la sostanza. Ci\u00f2 che \u00e8 spirituale diviene reale sulla Terra attraverso l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>[i] Kahlil Gibran, pittore, filosofo e poeta libanese-americano, nato il 6 gennaio 1883 nell\u2019allora impero Ottomano, ora Libano; morto il 10 aprile 1931 a New York City<\/p>\n<p>[ii] Kahlil Gibran, Il Profeta<\/p>\n<p>[iii] Sybylle Alexander, Der M\u00f6nch aus Iona [Il monaco di Iona], capitolo Das M\u00e4dchen ohne Furcht[La ragazza senza paura], Stoccarda 1997<\/p>\n<p>[iv][iv][iv][iv][iv] Rudolf Steiner, Le vie dell\u2019anima verso il Cristo(OO143), Dornach, conferenza del 17 dicembre 1912: L\u2019amore e il suo significato nel mondo<\/p>\n<p>Share This<\/p>\n<\/div><\/div><style type=\"text\/css\">.fusion-body .fusion-builder-column-0{width:100% !important;margin-top : 0px;margin-bottom : 0px;}.fusion-builder-column-0 > .fusion-column-wrapper {padding-top : 0px !important;padding-right : 0px !important;margin-right : 1.92%;padding-bottom : 0px !important;padding-left : 0px !important;margin-left : 1.92%;}@media only screen and (max-width:1024px) {.fusion-body .fusion-builder-column-0{width:100% !important;}.fusion-builder-column-0 > .fusion-column-wrapper {margin-right : 1.92%;margin-left : 1.92%;}}@media only screen and (max-width:640px) {.fusion-body .fusion-builder-column-0{width:100% !important;}.fusion-builder-column-0 > .fusion-column-wrapper {margin-right : 1.92%;margin-left : 1.92%;}}<\/style><\/div><\/div><style type=\"text\/css\">.fusion-body .fusion-flex-container.fusion-builder-row-1{ padding-top : 0px;margin-top : 0px;padding-right : 0px;padding-bottom : 0px;margin-bottom : 0px;padding-left : 0px;}<\/style><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":1118,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[24],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/schmetterling.lindathomas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1113"}],"collection":[{"href":"https:\/\/schmetterling.lindathomas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/schmetterling.lindathomas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/schmetterling.lindathomas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/schmetterling.lindathomas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1113"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/schmetterling.lindathomas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1113\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4096,"href":"https:\/\/schmetterling.lindathomas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1113\/revisions\/4096"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/schmetterling.lindathomas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1118"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/schmetterling.lindathomas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1113"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/schmetterling.lindathomas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1113"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/schmetterling.lindathomas.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1113"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}